Rischiano il processo gli amministratori di una ditta di Grottaglie per cui lavorava il 62enne francavillese Ciro Meo, morto il 26 gennaio 2021. Il corpo senza vita di Meo fu ritrovato con una profonda ferita alla nuca in un deposito di materiale edile in via Buonarroti, nella periferia di Grottaglie. L’uomo sarebbe stato assunto nella ditta con mansioni di operaio addetto alle pulizie ed al riordino dei materiali stoccati. Nel corso delle indagini, il titolare della azienda avrebbe ammesso che Meo sarebbe precipitato dalla pedana in sopraelevazione di un muletto durante alcuni lavori di sistemazione in altezza di alcuni bancali, morendo sul colpo.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto – PM dott. Francesco Ciardo – ha chiesto il rinvio a giudizio gli amministratori della ditta, Santo e Ciro Buonfrate, accusati di omicidio colposo con l’aggravante della violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Gli stessi sono accusati di avere cagionato la morte dell’operaio Ciro Meo avvenuta il 26 gennaio 2021 per “trauma cranico da precipitazione”. In particolare si contesta di avere consentito o comunque non impedito “che il Meo salisse sulla pedana montata sulle forche del carrello elevatore condotto da Buonfrate Santo in condizioni di assoluta insicurezza (senza dispositivi di protezione individuale e di sicurezza) per effettuare l’operazione sopra detta e durante le operazioni di innnalzamento lo stesso perdeva l’equilibrio e cadeva sul pavimento sotto stante da un’altezza di mt. 3 circa riportando un trauma cranico da precipitazione”.
L’udienza preliminare si terrà innanzi al GUP dott.ssa Rita Romano l’11 maggio prossimo.
I prossimi congiunti dell’operaio francavillese sono assistiti dagli avvocati Domenico Attanasi e Antonio Almiento del Foro di Brindisi e dal consulente medico legale dott. Donato Sardano.
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