Francavilla sotterranea: un viaggio fotografico nell’ex mercato coperto

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Sottosopra, il Podcast di Paesituoi.News – Puntata 02

Sottosopra è il Podcast di Paesituoi.News: i fatti, i retroscena, il sopra e il sotto dalla città di Francavilla Fontana: questa è la seconda puntata del 27 gennaio 2023.

La notizia della candidatura di un progetto di Auditorium all’interno del più ampio progetto di restauro dell’ex Piazza Coperta è rimbalzata qua e là sui social nelle ultime settimane, ed ha riacceso i riflettori della comunità francavillese (mai del tutto spenti ad onor del vero) su quel luogo, ormai chiuso da più di vent’anni.

Se i meno giovani ricordano la Piazza del Mercato Coperto con un’aria di malinconica nostalgia, per molte persone l’angolo tra Corso Umberto I e via Regina Elena rimane un luogo abbandonato, ingombrante e misterioso.

Impact Archeologia ha prodotto una relazione allegata al progetto di restauro, in cui si racconta la storia, le origini e le funzioni di quella che noi oggi chiamiamo Piazza Coperta. Il Comitato Scopriamo la Chiazza Cuperta nel 2011 ha fatto un importante lavoro di ricerca, coinvolgendo la cittadinanza in un progetto di restauro e recupero. 

Abbiamo recuperato e ordinato il materiale sparso qua e là e ve ne riportiamo una sintesi.

Le origini

Sappiamo ormai con certezza che laddove nel 1907 fu costruito il mercato coperto prima c’era un trappeto semi-ipogeo, ossia un frantoio costruito sotto il livello del piano stradale (diversamente dal trappeto ipogeo, sempre sotterraneo, ma interamente scavato nella roccia o nel tufo).

La necessità di un luogo sotterraneo e non molto arieggiato era dovuta al bisogno di mantenere una temperatura interna sufficientemente alta per favorire la separazione dell’olio dalla sentina in seguito alla torchiatura.

Le prime notizie in merito al frantoio sono del 1871, quando il Comune di Francavilla lo acquistò dal demanio con l’obiettivo di allargare la Piazza, in particolare volendo costruire in quell’area già al tempo un mercato coperto.

Tra l’acquisto e l’inizio dei lavori di costruzione del mercato coperto passarono 36 anni e uno dei motivi principali di queste lungaggini fu proprio il fatto che il frantoio era ancora in funzione come “trappeto comunale”, quindi al servizio di tutta la città.

Il trappeto semi-ipogeo di Francavilla Fontana

Il frantoio si trova a circa due metri sotto l’attuale livello stradale. Le pareti sono realizzate interamente in tufo, come lo erano anche le volte, demolite probabilmente per la costruzione dei pavimenti del mercato coperto. 

Anche se fortemente danneggiati e modificati da interventi successivi, è possibile ancora riconoscere molti ambienti e la loro destinazione d’uso.

Planimetria del frantoio ipogeo
Suddivisione degli ambienti nel frantoio semi-ipogeo di Francavilla Fontana

L’ingresso era posto sull’attuale Corso Umberto I e dava direttamente accesso alla sala principale con la grande macina al centro.

Ingresso del frantoio semi ipogeo di Francavilla Fontana
In primo piano i gradini di ingresso che permettevano di accedere al piano interrato (Foto: Impact Archeologia)
Macina del frantoio semi-ipogeo di Francavilla Fontana
La grande macina del frantoio, al centro della sala principale (Foto: Impact Archeologia)
Depositi del frantoio semi-ipogeo di Francavilla Fontana
I depositi senza le coperture a botte, demolite per la realizzazione dei pavimenti del Mercato Coperto (Foto: Impact Archeologia)

A sud-ovest, in corrispondenza dell’attuale via Regina Elena, è presente una galleria, lunga circa 20 metri e larga 2, coperta con una volta a botte che dà accesso ad alcuni locali di varie dimensioni. Si tratta perlopiù di locali di servizio, dal ricovero per gli animali con le mangiatoie al bagno alla turca per i frantoiani.

Galleria sotterranea in corrispondenza di via Regina Elena
La galleria sotterranea in corrispondenza di via Regina Elena (Foto: Comitato Scopriamo la Chiazza Cuperta)
Le mangiatoie per gli animali del frantoio
Le mangiatoie per gli asini del frantoio (Foto: Comitato Scopriamo la Chiazza Cuperta)

Sono numerosi naturalmente gli alloggiamenti per i torchi e i pozzetti di raccolta: i torchi erano usati per spremere le colonne di fiscoli, recipienti intrecciati con fibre di canapa, in cui venivano versate le olive macinate. 

In particolare, i torchi usati erano detti alla genovese, perché introdotti dal genovese Domenico Grimaldi nella seconda metà del Settecento. Questa caratteristica ci fa pensare che la produzione di olio fosse abbondante perché questo tipo di torchi permetteva di risparmiare tempo e fatica durante la fase della spremitura, ottimizzando gli sforzi.

Gli alloggiamenti per i torchi alla genovese
In primo piano gli alloggiamenti per i torchi alla genovese (Foto: Impact Archeologia)

In seguito alla spremitura, l’olio era raccolto nelle cosiddette piscine di decantazione. Alcune erano poste ad un ulteriore livello sotterraneo, altre realizzate in superficie. L’olio veniva stipato in queste vasche di modo che sul fondo si accumulassero tutte le impurità. 

Le piscine di decantazione viste dall’alto (Foto: Impact Archeologia)

Una delle strutture più importanti e grandi della provincia di Brindisi 

Con le sue due macine, oltre dieci postazioni per la torchiatura ancora visibili, le numerose piscine ipogee per la raccolta dell’olio, i depositi per l’accumulo delle olive e i vani per accogliere i frantoiani e gli animali, il frantoio occupa oggi una superficie di oltre 1.500 mq e probabilmente in passato la sua estensione era anche maggiore.

Questo aspetto, unito alla presenza di numerosi altri frantoi sparsi nell’abitato del paese, conferma l’importanza storica di Francavilla Fontana anche nel settore dell’olivicoltura.

E il frantoio semi-ipogeo, insieme alle grandi fosse granarie cinquecentesche rinvenute nel centro dell’attuale Piazza Umberto I nei primi anni 2000, restituiscono l’immagine di un’area di vitale importanza nell’assetto economico della città e dell’intera zona circostante, in particolare come luogo di trasformazione, conservazione e redistribuzione delle ricchezze provenienti dal lavoro agricolo.

I nostri giorni

La storia più recente relativa al frantoio semi-ipogeo di Francavilla risale ai primi anni 2000.

Nel 2003 il Comune di Francavilla Fontana aveva indetto un concorso pubblico per la riqualificazione dell’area, approvando, nell’aprile dello stesso anno, il progetto esecutivo dei lavori di ristrutturazione, finanziati per un importo di 729.790,71 euro.

Nell’aprile 2004 i lavori di rimozione della pavimentazione portarono alla luce i primi reperti che furono demoliti per evitare l’intervento della Soprintendenza. Solo nel febbraio 2005, in seguito all’intervento della Soprintendenza e al sequestro dell’area da parte dei Carabinieri di Francavilla Fontana, i lavori furono bloccati e nel giugno dello stesso anno iniziò la campagna di scavo.

In seguito a una battaglia legale tra il Comune di Francavilla Fontana, la Soprintendenza e Comando dei Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale durata 6 anni, nel 2011 il progetto fu abbandonato, lasciando l’area alla mercé dell’incuria fino ad oggi.

Leggi anche: Francavilla candida a finanziamento il progetto di un auditorium nella ex Piazza Coperta

Fonti:

  • Impact Archeologia, Il Frantoio semi-ipogeo di Francavilla Fontana nell’area dell’ex mercato coperto. Relazione storico-archeologica
  • Comitato Scopriamo la Chiazza Cuperta

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