Traffico urbano, inquinamento e polveri sottili: è buona l’aria a Francavilla? Nessuno ha tutti i dati per dirlo

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Sottosopra, il Podcast di Paesituoi.News – Puntata 02

Sottosopra è il Podcast di Paesituoi.News: i fatti, i retroscena, il sopra e il sotto dalla città di Francavilla Fontana: questa è la seconda puntata del 27 gennaio 2023.

Quante volte abbiamo sentito argomentare intorno alla riduzione del traffico urbano per ridurre l’inquinamento? Ecco, per discuterne con cognizione di causa servirebbero dati scientifici sulla qualità dell’aria. E a Francavilla sono parziali e fuorvianti. 

La storia si trascina da anni e non trova soluzione: a guardare le informazioni contenute nelle mappe di monitoraggio fornite dal sito dell’Arpa (Agenzia Regionale Per l’Ambiente), nella città di Francavilla Fontana la qualità dell’aria e la presenza di sostanze inquinanti e pericolose per la salute sarebbe monitorata da un’unica centralina funzionante collocata in via Fabio Filzi nel cortile della scuola elementare del Peraro. Una zona con una densità di traffico urbano decisamente minore rispetto alle vie centrali.

A peggiorare la situazione c’è che la centralina funzionante rileva i livelli di alcuni agenti inquinanti, il biossido di azoto e il benzene, ma non i livelli di PM 10 PM 2.5, polveri sottili di dimensioni di millesimi di millimetro che secondo l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sono associati a un “incremento sia di mortalità che di ricoveri ospedalieri per malattie cardiache e respiratorie”. 

nei primi 9 giorni del 2022, a Mesagne, San Pietro Vernotico, Torchiarolo e San Pancrazio è stato già superato il limite giornaliero di PM10

Intanto in altre città della provincia di Brindisi, le stesse centraline misurano un più ampio spettro di sostanze: nei primi 9 giorni del 2022, a Mesagne, San Pietro Vernotico, Torchiarolo e San Pancrazio in più di qualche caso è stato già superato il limite giornaliero di PM10. Di Francavilla, stretta tra le fonti di inquinamento industriale lungo l’asse Taranto – Brindisi (ex Ilva e Cerano su tutte), nulla è dato sapere.

Fonte: ARPA Puglia, Monitoraggio qualità dell’aria, Rilevazioni del 09/01/2022

Le origini

Facciamo un passo indietro di quindici anni: era l’ottobre del 2006 quando le centraline furono ultimate e collaudate. Il progetto – costato 1,2 milioni di euro pubblici – prevedeva la creazione di una rete di sistemi di analisi e monitoraggio dei livelli di inquinamento urbano, collegata direttamente con l’ARPA della Puglia. Le centraline, otto in origine, avrebbero potuto così fornire dati reali per conoscere la qualità dell’aria di Francavilla Fontana, utili a mappare le aree in cui intervenire più urgentemente con la creazione di zone a traffico limitato o isole pedonali, con una rimodulazione dello schema del traffico. Argomenti confluiti, insieme alla reimpostazione urbanistica di via Roma, nel recente Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS) che tuttavia manca di dati scientifici sulla qualità dell’aria nelle zone in cui si prevedono interventi.

Intanto, sul sito dell’ARPA Puglia la qualità dell’aria francavillese sembra ottima. “L’aria è buona”, direbbe qualcuno. O almeno, i residenti di via Fabio Filzi e delle vie limitrofe respirano un’aria pressoché priva di benzene e biossido di azoto. 

Fonte: ARPA Puglia, Monitoraggio qualità dell’aria, Rilevazioni del 09/01/2022

Si ignora invece cosa accade nelle altre zone molto più sottoposte al traffico cittadino, dove le centraline sono fuori uso, scatole vuote e anche brutte da vedere, ormai relegate al ruolo di simboli di archeologia post-industriale.

Centralina per la misurazione dell'inquinamento in via San Francesco, Francavilla Fontana
Centralina per la misurazione dell’inquinamento in via San Francesco, Francavilla Fontana

Da quell’ottobre 2006 l’impatto ambientale è diventato determinante nelle scelte politiche e personali. Si ragiona di sostenibilità e si sperimentano politiche per ridurre l’inquinamento, e sarebbe utile farlo a partire da dati scientifici certi e non da opinioni. Ripristinare il funzionamento di quell’impianto di rilevamento così com’era stato progettato e avere contezza di quale sia il reale stato della qualità dell’aria che respiriamo tutti i giorni è un atto doveroso nei confronti della comunità locale.

Leggi anche: PUMS, il problema di Francavilla è il traffico

Fonti: 

G. Cannalire, Centraline antismog, scatole vuote, in Il Brindisino, anno IV, n. 40, marzo 2011

ISPRA, XIV Rapporto “Qualità dell’ambiente urbano”, 2018.


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