Francavilla, al congresso del PD sboccia l’amore con Denuzzo: un’assemblea fra entusiasmi e voci critiche

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Sottosopra è il Podcast di Paesituoi.News: i fatti, i retroscena, il sopra e il sotto dalla città di Francavilla Fontana: questa è la seconda puntata del 27 gennaio 2023.

La sintesi della mattinata di Congresso del PD francavillese potrebbe stare tutta nell’esordio dei saluti di Michele Iaia, segretario di Fratelli d’Italia: “Chiedo scusa di essermi presentato senza cravatta: pensavo di partecipare a un congresso, non a un matrimonio”. Perché se non di matrimonio, almeno di “fidanzamento” fra Partito Democratico e il Sindaco uscente Denuzzo si è parlato durante il dibattito congressuale che stamattina, domenica 12 febbraio a Castello Imperiali, ha visto la riconferma del segretario cittadino Carmine Sportillo e la vittoria della mozione Bonaccini.

Sarà per l’aria da San Valentino che si respira a Francavilla, così oberata nel centro città di cuori alimentati a led e a campagna elettorale, fatto sta che l’assemblea del Partito Democratico locale ha sancito una promessa di unione con la coalizione che oggi sostiene Antonello Denuzzo. Via quattro anni e mezzo di opposizione al vetriolo, via gli screzi personali e i risentimenti, via i respingimenti e le maleparole, oggi resta solo la volontà di incontrarsi e parlarsi.

E anche di più: il Consigliere regionale Maurizio Bruno nel suo intervento ha bruciato le tappe e si è spinto a ufficializzare che Denuzzo, “brava persona”, sarà il suo candidato alla poltrona di primo cittadino nelle Amministrative 2023: “Non consegniamo la città alla destra peggiore, il PD arricchirà la coalizione di Denuzzo del contatto costante con i cittadini”. Se proprio si deve fare una critica, Bruno riscontra infatti uno scarso ascolto diretto dei cittadini da parte del Sindaco e poi, forse pensando alla cascata di cuoricini disseminati per la città: “Meno risorse per feste e luminarie a favore di un potenziamento dei servizi sociali, perché l’emergenza sono le nuove povertà”.

Ma l’amore non è bello se non è litigarello, e si sbaglierebbe a pensare che il percorso verso l’accordo sia quello di un corrispondenza di amorosi sensi priva di distinguo. A ricordarlo sono le voci critiche – o almeno dubbiose – interne al Partito Democratico: per prima Alessandra Latartara, ex assessore nella Giunta Bruno, che nel suo intervento tostissimo – “mi sono trattenuta”, confessa poi – dice pane al pane e vino al vino, schietta come al suo solito: “Sono orgogliosa del PD e ringrazio il segretario Sportillo: non abbiamo mai perso la nostra strada. L’accordo con Denuzzo non deve essere interpretato come un segnale di debolezza, ma come risposta a un ricompattamento del centrodestra. Il Pd avrebbe anche le forze di esprimere un proprio candidato e competere da solo nelle prossime elezioni”.

E prosegue Latartara: “Denuzzo è una brava persona, sì, ma qui siamo tutti brave persone e non ci sono questioni personali, solo questioni politiche. Apprezzo che almeno oggi il Sindaco abbia ammesso una continuità amministrativa con la precedente Amministrazione Bruno, su questioni come il Palazzetto o la rigenerazione urbana del quartiere San Lorenzo”.

“Va bene il fidanzamento – continua l’ex assessore -, ma l’accordo passi dai programmi. Non ho condiviso molte scelte di questa Amministrazione e mi aspetto che si ritorni su alcuni punti chiave: la pedonalizzazione di via Roma, le politiche ambientali, la questione del contratto con la Monteco, la Tari che rischia di aumentare, la gestione delle politiche sociali”.

Insomma, fidanzamento sì, ma non si pensi che chi ha avuto, ha avuto, e chi ha dato, ha dato, e scurdammoce o’ passato: “Valutiamo un programma elettorale comune, in cui fare sintesi di scelte su cui si hanno opinioni diverse. Un programma diverso da quello attuale dell’Amministrazione Denuzzo”.

Nel dibattito è intervenuto anche uno dei saggi del Partito Democratico locale, l’avvocato Tommaso Resta, anche lui con più di qualche dubbio: “Quello con Denuzzo è un fidanzamento d’amore o di convenienza? Come andiamo a giustificare questo accordo di fronte ai cittadini? Quattro anni e mezzo di opposizione all’Amministrazione Denuzzo non sono un incidente di percorso. Dobbiamo andare a chiedere i voti alla gente, con queste premesse è una campagna elettorale tutta in salita”.

“Può funzionare? – si chiede Resta – Va bene il fidanzamento, ma qual è la dote politica? Più che fidanzamento credo si debba parlare di un interesse da approfondire: la questione è stabilire quale sia il percorso verso l’accordo. Si costituisca un tavolo per cercare di capire se si può arrivare a una sintesi programmatica sulle tante questioni in campo”.

Interviene anche Nicola Cavallo, pasdaran dell’opposizione e autore di ricorrenti post e video su Facebook in cui puntualmente è arrivata la denuncia alle mancanze dell’Amministrazione Denuzzo. Oggi però deve anche lui giustificare questo possibile accordo: “Avremo difficoltà a spiegare ai cittadini la scelta del PD di accordarsi con Denuzzo. Peccato che l’Amministrazione attuale non sia riuscita a sedersi a un tavolo di trattative in un tempo utile per la condivisione di scelte comuni”. E il rammarico sembra sincero.

Di fronte a un Antonello Denuzzo intervenuto a salutare l’assemblea con parole altrettanto dolci e poi intrattenutosi educatamente in prima fila ad ascoltare tutti gli interventi, è così sfilato il Partito Democratico che verrà, fra voglia di costruire un campo largo e contraddizioni interne da sanare dopo una consiliatura di opposizione. Ma tant’è: la coerenza non è fra i valori e le virtù ascrivibili alla dimensione politica e, per dirla con un esperto, “l’amore vince su tutto, sull’odio e sull’invidia”. Figurarsi sugli screzi politici di paese.

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